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La mappa geoide della gravità terrestre

Gravità terrestre


Una nuova mappa digitale della gravità terrestre è stata recentemente realizzata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) grazie all’utilizzo di un satellite che volando a bassa quota, e precisamente a 254,9 km sopra la crosta terrestre, ha elaborato i dati raccolti nell’arco di due mesi. Si tratta del satellite GOCE (Esploratore della circolazione oceanica e gravitazionale) che in gran parte è stato costruito in Italia, presso la Thales Alenia Space di Torino. Il satellie è dotato di motore ionico per meglio resistere alla forza gravitazionale terrestre, considerando la quota così bassa in cui vola, in assoluto la più bassa in cui un satellite abbia mai volato per periodi prolungati. Sofisticati sensori consentono al satellite di rilevare correttamente i valori della gravità terrestre escludendo le interferenze generate da altre forze.

La mappa, dalla risoluzione senza precedenti, viene indicata come “geoide” per descrivere un oceano generale immaginario che copre il globo terrestre e fornisce un’immagine completa della gravità del nostro pianeta, misurando le variazioni minime tra una regione e l’altra. Infatti, la gravità terrestre non è così uniforme come saremmo portati a pensare, differisce a seconda della zona, sebbene leggermente e dipende dalle masse esistenti all’interno della superficie della terra. La gravità di zone come l’Antartide, l’Himalaya, le Ande, l’Africa centrale e gli Oceani è oggi maggiormente definita. La conseguenza più diretta delle informazioni dettagliate sui campi gravitazionali è la possibilità di approfondire lo studio sui cambiamenti climatici, misurando la circolazione oceanica, le mutazioni del livello del mare e gli spostamenti dei ghiacci, arrivando perfino ad assistere gli scienziati nel monitoraggio delle attività presenti sotto la superficie terrestre, causa di terremoti ed eruzioni vulcaniche e numerose altre applicazioni di questi dati, si prevede, verranno utilizzate in futuro dalle varie discipline scientifiche.
Luciana Cattaneo

Nanotecnologia, fotonica ed energia solare

Le nano-colonne delle nuove cellule solari


Un’importanza sempre maggiore nell’economia, soprattutto nell’industria delle telecomunicazioni e della microelettronica rivestono le nanotecnologie , micro e nano elettronica che comprendono i semiconduttori, i nuovi materiali, la biotecnologia e la fotonica, vale a dire la tecnologia dei sistemi o dispositivi che emettono, modulano e trasmettano la luce. Tutti questi settori, secondo gli esperti, creano un valore commerciale mondiale che si aggira intorno ai 500 miliardi di euro l’anno. Gli esempi più comuni dell’applicazione della fotonica sono dati dalle fibre ottiche che trasmettono a lunga distanza, dai sistemi laser applicati nell’industria e nella biomedica oppure dai rilevatori ottici delle nuove auto intelligenti.

L’elemento fondamentale della fotonica è rappresentato dal fotone, la particella elementare dell’energia luminosa. A proposito di materiali nano strutturati, alcuni ricercatori dell’Università di Berkeley, in California hanno progettato un nuovo materiale che potrebbe ridurre i costi delle cellule solari, utilizzate nel settore del fotovoltaico. Le cellule solari tradizionali utilizzano i cristalli siliconici puri, che sono costosi.

Fibre ottiche


Il nuovo materiale progettato presso l’Università di Berkeley è composto da nano colonne alte 2 micrometri con un diametro maggiore alla base, di 130 nanometri ed uno minore in alto, di 60 nanometri. Per avere un’idea delle “nano dimensioni” il micrometro corrisponde a un milionesimo di metro, cioè un millesimo di millimetro, e il nanometro a un milionesimo di millimetro. Le particolari proprietà ottiche del nuovo materiale ottimizzano l’assorbimento dei fotoni, utilizzando la nanotecnologia e permettendo di assorbire il 99% della luce visibile. Il conseguente minor utilizzo di materiale semiconduttore contribuisce a ridurre i costi della produzione di energia solare che impiega le cellule solari.
Luciana Cattaneo

New York si adegua alle misure anti-smog, introducendo i nuovi eco-taxi

Il prototipo Ford per i nuovi taxi di NY


Ebbene sì, il simbolo di New York, il vecchio taxi giallo marca Ford Crown Victoria, immortalato in numerosissimi film, è sulla via d’estinzione. Per rispondere alle nuove esigenze di rispetto ambientale e riduzione dei consumi di carburante, New York si sta dotando di nuovi taxi ad alimentazione ibrida e a basso consumo. Le critiche dei passeggeri sono alquanto sfavorevoli, perché lamentano mancanza di spazio e scomodità. La casa produttrice Ford, che entro la fine del 2010 cesserà di produrre i vecchi taxi gialli, sta progettando un nuovo modello di Transit, appositamente disegnato per fungere da taxi. In ogni caso, il giallo resterà il colore che contraddistingue il taxi newyorkese.

I vecchi modelli di taxi da sostituire entro il 2012 si aggirano sulle 13.000 unità, 4.000 delle quali sono già state rimpiazzate dai nuovi modelli a basso consumo. La misura innovativa si pone nell’ambito delle indicazioni impartite dalla presidenza Obama che promuove il nuovo piano energetico nazionale, ordinando alle case produttrici di ridurre il consumo massimo di carburante a 13 km per litro entro il 2016. Il sindaco di New York, Bloomberg ha seguito queste indicazioni e prevede, tra l’altro, di ridurre l’inquinamento del 30% entro il 2030. Era ora che qualcosa andasse fatto in questa direzione, considerando la grande quantità di automobili enormi che gira nella città di New York e negli States, in generale. Si spera che l’introduzione dei nuovi taxi sia solo una delle prime misure eco-compatibili, per evitare che l’aria all’interno della Grande Mela diventi sempre più marcia.
Luciana Cattaneo

Rifiuti spaziali, il nuovo nemico che arriva dallo spazio

Rifiuto spaziale


Secondo quanto emerso da un rapporto del Dipartimento di Sicurezza americano, la Terra dovrà fare i conti con un nuovo nemico che viene dallo spazio, Non si tratta di una razza aliena, ma del prodotto dell’attività umana in ambito spaziale che ha avuto come conseguenza un’enorme mole di detriti. Non si conosce il numero esatto della “spazzatura spaziale”, ma si stima che si aggiri su una discreta quantità di rifiuti che gira sopra le nostre teste. Più esattamente, si tratterebbe di un numero tra 300.000 e 800.000 oggetti grandi 1 cm e 20.000 della dimensione di 10 cm, i più pericolosi. I rifiuti spaziali sono costituiti da scarti espulsi dai motori dei razzi, schegge di missili, frammenti di satelliti o satelliti abbandonati e resti di precedenti missioni dell’uomo nello spazio. Un danno di 250 milioni di dollari incombe dallo spazio mettendo a rischio i segnali televisivi, i sistemi di navigazione satellitare e di comunicazione.

Gli astronauti in missione nello spazio si stanno già adeguando a questo rischio, equipaggiandosi con protezioni specifiche per fronteggiare l’eventuale collisione con questo tipo di oggetti. Tuttavia, gli astronauti che effettuano operazioni extra-veicolari restano i più vulnerabili qualora si verificasse un evento del genere. Se si pensa che uno scarto spaziale viaggia a 8 km al secondo, le conseguenze di un impatto sono facilmente immaginabili, come è successo nel 2009 sopra la Siberia, dove il satellite non operativo Cosmos 2251 si è scontrato con il satellite attivo Iridium 33 alla velocità di impatto di 42.120 km orari, procurando una quantità incalcolabile di detriti. Una serie di radar e telescopi sulla terra e nello spazio sono approntati per registrare i dati relativi ai rifiuti spaziali. Tuttavia, un gran numero sfuggono all’osservazione e rimangono non catalogabili . Se si aggiunge che gli strati superiori dell’atmosfera ad un’altezza di 300 km dalla terra si stanno assottigliando del 5% ogni 10 anni a causa dell’aumento di co2 e che il loro spessore contribuisce al naturale smaltimento dei rifiuti spaziali, facendoli uscire dall’orbita terrestre, ne consegue che gli oggetti in questione restino più a lungo, circa il 25% in più della loro normale permanenza in orbita, aumentando esponenzialmente il rischio di collisione.
Luciana Cattaneo

Google incontra il no del Governo cinese

Google non è più facilmente accessibile in Cina. Il motore di ricerca risulta essere bloccato, rimangono attive le funzioni legate all’e-mail ed è possibile visionare le news.
Il blocco imposto al più diffuso motore di ricerca aveva già sollevato polemiche all’interno del Paese asiatico, molti i contrari a questa censura, che va a colpire un mezzo che permette la diffusione di conoscenze la rapida ricerca di informazioni.
La decisione è stata presa a poche ore dalla scadenza della licenza che il Governo di Pechino rilascia a favore degli internet Provider.
Tale Governo aveva già limitato le funzioni del motore di ricerca e per questo motivo Google indirizzava i suoi utenti ad un server situato ad Hong Kong, il quale non era soggetto a restrizioni, aggirando così in modo legale le imposizioni imposte dalle autorità.
Gli utenti di Google China potevano lo stesso godere di tutti i servizi offerti dal motore di ricerca senza essere soggetti a nessun tipo di restrizione.
Quando le autorità cinesi si sono rese conto dell’accaduto, del reindirizzamento, hanno inviato una lettere di reclamo alla società che ha sviluppato il motore di ricerca.
A questo punto Google ha interrotto il reindirizzamento automatico sostituendolo con un apposito link, mettendo così la procedura in chiaro, visibile alle autorità, e lasciando la scelta se optare o meno per l’utilizzo del motore agli internauti.
Ma anche questa soluzione è stata respinta dal Governo di Pechino che limita così le libera scelta delle persone di poter usufruire di un utile strumento.

Costanza Tistarelli

Solar Impulse: l’aereo che vola grazie al sole trasvola il cielo notturno

Domani, primo luglio, l’aereo solare svizzero Solar impulse dovrebbe tentare il primo volo notturno.
Solar impulse è un velivolo ultraleggero realizzato presso il Politecnico Federale di Losanna. La usa principale caratteristica riguarda il suo quadrimotore alimentato a energia solare. Lo scopo finale del progetto è quello di realizzare con questo velivolo la trasvolata del globo, scopo il cui raggiungimento è previsto entro il 2013.
Coloro che hanno portato alla realizzazione del progetto sono: André Borschberg, Luigino Torrigiani e Brian Jones, Bertrand Piccare. Quest’ultimo figlio del noto Jacques Piccare il primo ed unico finora ad essere sceso nelle profondità marine della Fossa delle Marianne, mentre Bertrand ha compiuto la trasvolata del mondo, non stop, a bordo di un pallone aerostatico.
Secondo i promotori del progetto le ottime condizioni meteorologiche favorevoli all’impresa consentiranno al veicolo, denominato HB-SIA di, prendere il volo la notte del primo di luglio mentre l’atterraggio è previsto per il due luglio.
La sfida a cui è chiamato il veivolo è quella di mantenersi in volo un’intera notte solo grazie all’energia accumulata durante le ore diurne, grazie ad un sistema di pannelli fotovoltaici situati nelle ali del velivolo.
Grazie al sole che illumina il diurno, e in modo indiretto e minore la notte, l’aereo ad impulso solare solcherà il cielo notturno.
L’aereo può mantenere una velocità media di circa 70 chilometri l’ora, è realizzato in fibre di carbonio per rendere leggera la sua struttura,il suo peso è di 1600 kilogrammi. La sua apertura alare è amplia, 63,4 metri, come quella di un Airbus A-340.

Costanza Tistarelli

Non più tastiere, ma comandi vocali

Ricerca Vocale


Google ha ideato due nuovi software basati sull’utilizzo dei comandi vocali. Anche se da tempo è possibile chiedere un indirizzo a un navigatore satellitare utilizzando la voce e molti modelli di smartphone possono comprendere semplici istruzioni vocali, nessun dispositivo, finora, ha raggiunto un livello di performance così elevato, offrendo risorse tecnologiche uniche.
Si tratta di Maps Navigation e Ricerca Vocale che funzionano su iPhone, Blackberry, Nokia Symbian e la piattaforma Android. Sfruttando il sistema di navigazione GPS, connesso alla Rete si possono ottenere oltre alle mappe anche informazioni sulle varie attività presenti nella zona interessata, quali esercizi commerciali, strutture mediche, ristoranti e luoghi di interesse culturale. Il tutto, aggiornato direttamente dal web e, quindi, gratuitamente e in tempo reale.

Con la Ricerca Vocale basta pronunciare l’oggetto della ricerca ed il software lo trasforma in testo. Google procede, quindi, a restituire le informazioni richieste, non solo sull’argomento specifico, ma anche quelle correlate come ad esempio le ultime news, la prossimità di un luogo o la conversione di valuta.

Con Maps Navigation mai più di questi dubbi


Per poter usufruire di Maps Navigation, l’utente deve avere installato la Ricerca Vocale e l’ultima versione di Google Maps mobili che sono reperibili su Android Market. Dopo aver selezionato la lingua desiderata si può interagire con il software tramite i comandi vocali. Nel caso dell’iPhone si deve scaricare l’applicazione o l’aggiornamento delle Google Mobile App dall’app store. Per Bleckberry e Nokia S60 sono disponibili su m.google.com le varie versioni che potranno essere scaricate per mezzo del browser del telefono.
Luciana Cattaneo

EGP, il centauro spaziale

EGP rover


L’ESA (European Space Agency), Agenzia Spaziale Europea, dispone recentemente di un rover di ultima generazione, realizzato in massima parte dalla società Thales Alenia Space Italia Si tratta di un veicolo spaziale mobile, soprannominato “centauro” provvisto di quattro ruote motrici che gli permettono di muoversi agevolmente, affrontando pendenze fino a 15° e superando ostacoli alti 20 cm. L’apparecchiatura, chiamata EGP (Eurobot Ground Prototype) è provvista di due braccia articolate e sistemi tattili e visivi. E’ stata progettata con lo scopo di aiutare gli astronauti nelle loro attività al di fuori del modulo spaziale, alcune delle quali vengono svolte attualmente dagli stessi astronauti.

Nello specifico, EGP dovrebbe operare sulla superficie della Luna o di un altro pianeta come ad esempio Marte, in preparazione di uno sbarco umano ed essere in grado di realizzare una stazione spaziale, con le relative infrastrutture per accogliere l’arrivo dell’equipaggio, fornendo anche l’assistenza necessaria, proprio come farebbe un “operaio spaziale”.

Benvenuto sulla luna!


L’attuale prototipo può trasportare un astronauta e raggiungere una capacità dal peso di 150 Kg complessivi. Il rover può essere comandato direttamente dagli astronauti tramite istruzioni impartite a voce oppure, quando possibile, direttamente dalla Terra. La robotica che studia soluzioni collaborative con gli astronauti è uno dei settori tecnologici di maggiore interesse in vista della futura esplorazione spaziale e nell’ambito della Stazione Spaziale Internazionale che dal 2000 orbita intorno alla terra e ospita continuativamente astronauti appartenenti a cinque diverse agenzie spaziali. L’Italia è il terzo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti e la Russia, a partecipare alla Stazione Spaziale Internazionale.
Luciana Cattaneo

Giochi di luce tecnologici

Giochi di luce tra le foglie, Ledfestival Milano


Quando la tecnologia si combina con l’attenzione alle tematiche ambientali, possono nascere idee davvero particolari. E’ il caso del designer Cygalle Shapiro che ha progettato una lampada che si illumina grazie all’energia prodotta tra gli acidi del pomodoro, lo zinco e il rame. Purtroppo, la lampada resta accesa solo finchè i pomodori sono maturi, ma con questa bizzarra invenzione il designer ha voluto far capire che i progressi della tecnologia nel campo dell’illuminazione possono contribuire ad una maggiore attenzione verso l’utilizzo quotidiano delle risorse naturali, anche per piccoli consumi energetici.

Un altro progetto originale è rappresentato dallo studio olandese Design Drift che ha prodotto una lampada a forma di dente di leone, il fiore del tarassaco, che funziona grazie ad una batteria a 9 volt, alimentata con i semi del fiore, a loro volta collegati ai LED. Più elementi possono essere liberamente accostati su una parete formando composizioni di luce davvero suggestive, con steli in bronzo fosforoso.

Lampade botaniche


La lampada Pianta.La di ChorusDesignGroup, invece, sembra una pianta vegetale che si pianta direttamente nel terreno o nel vaso di casa, ma in realtà è una pianta cibernetica, un albero luminoso dall’anima metallica, dotato di pannelli fotovoltaici che durante il giorno assorbono l’energia solare per poi utilizzarla, illuminando il buio, tramite LED. Può contribuire ad abbattere le emissioni di CO2 nella quantità di 7,3 kg e risparmiare 73.000 Watt all’anno. Infine, le lampade botaniche dei designer tedeschi di jjoo design combinano piante viventi e luce, utilizzando le foglie come un paralume naturale che cambia aspetto mentre la pianta cresce
Luciana Cattaneo

C’era una volta, tanto tempo fa, un libro stampato …

Libro digitale


Le opinioni sulle nuove tecnologie di lettura sono divise tra chi teme che l’avvento dell’era digitale possa impoverire il linguaggio e la fantasia e togliere il fascino di sfogliare le pagine di un libro stampato su carta, apprezzandone magari anche l’odore di stampa. Sull’altro fronte c’è chi pensa che qualsiasi mezzo, inclusi i blog, i testi digitali e le mail possano giustificare il fine di convincere le persone a leggere o a continuare a farlo. E’ il caso ad esempio della nuova letteratura digitale per bambini. Ci si chiede che fine faranno i libri tradizionali e se continueranno ad affascinare i piccoli lettori, anche quando alle parole scritte verrà introdotta la grafica interattiva tridimensionale.

L’editore inglese Carlton ha appena pubblicato una serie di libri che permette di animare le immagini di un comune libro stampato su carta, semplicemente ponendolo davanti alla webcam collegata al pc.

Illustrazione 3D


Oppure, nel caso della Corea, dove sono stati creati due libri di fiabe per bambini con animazioni tridimensionali incorporate, visibili con l’utilizzo di speciali occhialini, è stata tolta a film come Alice nel Paese delle Meraviglie, l’esclusiva delle immagini in 3D, negata finora all’editoria. E come non citare anche la novità di iPad che apre nuove possibilità nell’editoria di e-book e libri interattivi. Il famoso editore Penguin ha applicato la nuova tecnologia touch screen a una delle letture preferite dei bambini in età prescolare, il cagnolino Spotty. Grazie a questa innovazione, il piccolo lettore può spostare gli elementi di una figura, colorare o abbinare i suoni alle immagini, solo con un dito.
Luciana Cattaneo