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La mappa geoide della gravità terrestre

Gravità terrestre


Una nuova mappa digitale della gravità terrestre è stata recentemente realizzata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) grazie all’utilizzo di un satellite che volando a bassa quota, e precisamente a 254,9 km sopra la crosta terrestre, ha elaborato i dati raccolti nell’arco di due mesi. Si tratta del satellite GOCE (Esploratore della circolazione oceanica e gravitazionale) che in gran parte è stato costruito in Italia, presso la Thales Alenia Space di Torino. Il satellie è dotato di motore ionico per meglio resistere alla forza gravitazionale terrestre, considerando la quota così bassa in cui vola, in assoluto la più bassa in cui un satellite abbia mai volato per periodi prolungati. Sofisticati sensori consentono al satellite di rilevare correttamente i valori della gravità terrestre escludendo le interferenze generate da altre forze.

La mappa, dalla risoluzione senza precedenti, viene indicata come “geoide” per descrivere un oceano generale immaginario che copre il globo terrestre e fornisce un’immagine completa della gravità del nostro pianeta, misurando le variazioni minime tra una regione e l’altra. Infatti, la gravità terrestre non è così uniforme come saremmo portati a pensare, differisce a seconda della zona, sebbene leggermente e dipende dalle masse esistenti all’interno della superficie della terra. La gravità di zone come l’Antartide, l’Himalaya, le Ande, l’Africa centrale e gli Oceani è oggi maggiormente definita. La conseguenza più diretta delle informazioni dettagliate sui campi gravitazionali è la possibilità di approfondire lo studio sui cambiamenti climatici, misurando la circolazione oceanica, le mutazioni del livello del mare e gli spostamenti dei ghiacci, arrivando perfino ad assistere gli scienziati nel monitoraggio delle attività presenti sotto la superficie terrestre, causa di terremoti ed eruzioni vulcaniche e numerose altre applicazioni di questi dati, si prevede, verranno utilizzate in futuro dalle varie discipline scientifiche.
Luciana Cattaneo

EGP, il centauro spaziale

EGP rover


L’ESA (European Space Agency), Agenzia Spaziale Europea, dispone recentemente di un rover di ultima generazione, realizzato in massima parte dalla società Thales Alenia Space Italia Si tratta di un veicolo spaziale mobile, soprannominato “centauro” provvisto di quattro ruote motrici che gli permettono di muoversi agevolmente, affrontando pendenze fino a 15° e superando ostacoli alti 20 cm. L’apparecchiatura, chiamata EGP (Eurobot Ground Prototype) è provvista di due braccia articolate e sistemi tattili e visivi. E’ stata progettata con lo scopo di aiutare gli astronauti nelle loro attività al di fuori del modulo spaziale, alcune delle quali vengono svolte attualmente dagli stessi astronauti.

Nello specifico, EGP dovrebbe operare sulla superficie della Luna o di un altro pianeta come ad esempio Marte, in preparazione di uno sbarco umano ed essere in grado di realizzare una stazione spaziale, con le relative infrastrutture per accogliere l’arrivo dell’equipaggio, fornendo anche l’assistenza necessaria, proprio come farebbe un “operaio spaziale”.

Benvenuto sulla luna!


L’attuale prototipo può trasportare un astronauta e raggiungere una capacità dal peso di 150 Kg complessivi. Il rover può essere comandato direttamente dagli astronauti tramite istruzioni impartite a voce oppure, quando possibile, direttamente dalla Terra. La robotica che studia soluzioni collaborative con gli astronauti è uno dei settori tecnologici di maggiore interesse in vista della futura esplorazione spaziale e nell’ambito della Stazione Spaziale Internazionale che dal 2000 orbita intorno alla terra e ospita continuativamente astronauti appartenenti a cinque diverse agenzie spaziali. L’Italia è il terzo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti e la Russia, a partecipare alla Stazione Spaziale Internazionale.
Luciana Cattaneo