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Un potente hacker, ruba 77 mln di dati alla Playstation

Un potente hacker, ruba 77 mln di dati alla Playstation

Un soggetto non autorizzato, così definito dalla Playstation, è riuscito a violare il sistema di sicurezza, e introdursi, rubando 77 mln di dati relativi agli utenti registrati a questa famosa casa produttrice.

Nome, cognome, indirizzo, e-mail e password, e perfino dati relativi al pagamento delle loro bollette, e chissà magari anche le targhe dei camioncini posseduti.

Al momento, da una settimana, il network della Sony è stato prudenzialmente spento, in attesa delle indagini della polizia. Infatti si teme abbia potuto usare anche dati relativi alle carte di credito dei soggetti iscritti.

Magari è una semplice violazione del sistema, per far vedere come ogni sistema volendo possa essere fragile..ma sta di fatto, che se la stessa casa produttrice ammette il fatto e lo fa pubblicare sui giornali, vuol dire che è seriamente preoccupata no?

E voi cosa ne pensate cari amici? Con un semplice click la vita di 77 mln di persone, è stata scoperta, scandagliata e analizzata, senza nessun tipo di autorizzazione..

Alla prossima puntata!

Laura Sangalli

 

Ansia e attacchi di panico: dopo 24 h senza cellulare

Ansia e attacchi di panico: dopo 24 h senza cellulare

Da recenti studi in America, si è potuto dimostrare come l’assenza del mezzo tecnologico per eccellezza, il nostro cellulare, può comportare seri danni al nostro comportamento.

Se nella nostra vita siamo totalmente dipendenti dal nostro nuovo smartphone, provate ad immaginare di non poterlo usare per 24 ore di fila?

Questo è quello che è successo ad una serie di pazienti, che si sono offerti volontari, per questo esperimento, con tristi e amari risultati.

Infatti, ansia e attacchi di panico, con il passare delle ore, iniziavano a ravvisarvi sui volti tristi e sconsolati di questi soggetti, che erano impazienti di avere contatti con il mondo esterno, di sapere cosa succedesse ai loro amici, tramite i maggiori social network, o di aver notizie del lavoro, ad esempio se i loro colleghi, col camioncino, avevano consegnato in tempo la merce.

Molti hanno addirittura riportato sintomi riconducibili all’astinenza da alcol e da droga. Insomma, una vera ecatombe.

Se mi metto nei loro panni, non riesco veramente ancora a comprendere le motivazioni. Forse perchè non sono un soggetto estremamente curioso, e amo anche la tranquillità, ma soprattutto la riservatezza, e quando sto con i miei affetti, non mi è necessario controllare spasmodicamente la mia pagina di facebook o di twitter!

E voi invece cosa ne pensate?

Alla prossima puntata!

Laura Sangalli