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La mappa geoide della gravità terrestre

Gravità terrestre


Una nuova mappa digitale della gravità terrestre è stata recentemente realizzata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) grazie all’utilizzo di un satellite che volando a bassa quota, e precisamente a 254,9 km sopra la crosta terrestre, ha elaborato i dati raccolti nell’arco di due mesi. Si tratta del satellite GOCE (Esploratore della circolazione oceanica e gravitazionale) che in gran parte è stato costruito in Italia, presso la Thales Alenia Space di Torino. Il satellie è dotato di motore ionico per meglio resistere alla forza gravitazionale terrestre, considerando la quota così bassa in cui vola, in assoluto la più bassa in cui un satellite abbia mai volato per periodi prolungati. Sofisticati sensori consentono al satellite di rilevare correttamente i valori della gravità terrestre escludendo le interferenze generate da altre forze.

La mappa, dalla risoluzione senza precedenti, viene indicata come “geoide” per descrivere un oceano generale immaginario che copre il globo terrestre e fornisce un’immagine completa della gravità del nostro pianeta, misurando le variazioni minime tra una regione e l’altra. Infatti, la gravità terrestre non è così uniforme come saremmo portati a pensare, differisce a seconda della zona, sebbene leggermente e dipende dalle masse esistenti all’interno della superficie della terra. La gravità di zone come l’Antartide, l’Himalaya, le Ande, l’Africa centrale e gli Oceani è oggi maggiormente definita. La conseguenza più diretta delle informazioni dettagliate sui campi gravitazionali è la possibilità di approfondire lo studio sui cambiamenti climatici, misurando la circolazione oceanica, le mutazioni del livello del mare e gli spostamenti dei ghiacci, arrivando perfino ad assistere gli scienziati nel monitoraggio delle attività presenti sotto la superficie terrestre, causa di terremoti ed eruzioni vulcaniche e numerose altre applicazioni di questi dati, si prevede, verranno utilizzate in futuro dalle varie discipline scientifiche.
Luciana Cattaneo

La Terra in 3D

Mappa tridimensionale


Il 21 giugno, in Kazakhstan, è stato lanciato nello spazio il nuovo satellite radar tedesco TanDEM-X che scatterà foto tridimensionali della terra. Lavorerà in coppia con un altro satellite, il TerraSAR-X, già in orbita dal 2007. La superficie del nostro pianeta, più o meno 150 milioni di km quadrati, verrà così riprodotta minuziosamente con fotografie ad altissima risoluzione fino a 12 mt per pixel, consentendone la mappatura tridimensionale. Tutto ciò verrà realizzato a 514 km d’altezza, nell’arco di tre anni e la quantità di dati rilevati corrisponderà alla memoria di 200.000 DVD.

I due satelliti gemelli orbiteranno diverse volte sulle stesse zone terrestri, rilevandole ad ogni passaggio da angolazioni diverse, in modo da ricostruire una prospettiva, proprio come gli uomini utilizzano la vista per disporre di un’immagine tridimensionale.

Lancio satellitare


Ottenere immagini tridimensionali della terra può portare un enorme contributo alla geologia, all’idrologia, all’oceanografia e alla navigazione, oltre che alla scoperta di nuove risorse naturali da sfruttare e all’utilizzo per scopi commerciali e di sicurezza. La responsabilità dell’operazione e dell’utilizzo dei dati scientifici della missione è affidata al Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) che cura il progetto del TanDEM-X. Tre basi terrestri, collocate in Svezia, Canada e nell’Antartico raccoglieranno i dati provenienti dai due satelliti e li sottoporrano ad un primo esame. Successivamente, i dati saranno inviati al Centro Aerospaziale tedesco che li elaborerà ad un primo livello tridimensionale. Per l’elaborazione definitiva dei dati e l’approntamento di una mappa 3D della Terra occorrerà attendere circa quattro anni a partire dal lancio del Tan-DEM-X.
Luciana Cattaneo